L’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale (ACoS) ha presentato oggi la Relazione Annuale 2025, che attraverso delle interviste a un campione rappresentativo della cittadinanza rileva il livello di (in)soddisfazione in merito alla qualità della vita e dei servizi cittadini.

 

Qualità della vita e soddisfazione dei cittadini

L’Indagine 2025 registra un voto medio di 6,7 per la qualità della vita a Roma, sintesi di un miglioramento generale delle percezioni. Questo incremento trova conferma nella convergenza dei giudizi fra i residenti dei diversi municipi, con voti che si attestano tra il 6,49 e il 6,87: un dato che indica una maggiore omogeneità territoriale e segnala un graduale avvicinamento delle valutazioni tra centro e periferia.

Nelle valutazioni espresse in merito al giudizio limitato al proprio territorio, il VII Municipio si pone al di sopra della media cittadina con un voto di 6,67, al terzo posto (pari merito con altri 3 municipi) a breve distanza dal Municipio I e II.

Il dato generale rimane al momento ancora al di sotto delle medie nazionali delle aree metropolitane, con un distacco che si è aggravato a partire dal 2012 (toccando una punta negativa di quasi due voti nel 2016), ma che è stato più che recuperato dal 2022, anno dopo il quale lo scarto con le medie nazionali si riduce a -0,5/-0,2.

 

Conoscenza e frequenza di utilizzo dei servizi pubblici locali

Interessanti i dati sulla conoscenza e l’utilizzo dei servizi pubblici locali: gli intervistati che nel 2025 dichiarano di utilizzare i servizi (molto spesso, abbastanza spesso o raramente) sono in media il 57%, ma di questi solo il 23% si reputa un utente abituale (che utilizza i servizi molto o abbastanza spesso). I servizi più utilizzati sono i parchi (82%) e il trasporto pubblico (76% bus e 75% metro). Sopra al 60% di utenti troviamo le farmacie comunali (68%), i musei (67%), la sosta a pagamento (64%), i cimiteri (62%) e i servizi on line di Roma Capitale (61%). Bioparco e Auditorium sono  utilizzati dalla maggioranza dei cittadini (56% e 54%), mentre gli altri servizi sono utilizzati da una minoranza, con un minimo per asili e servizi sociali (28%).
Le valutazioni espresse nel 2025 dai cittadini romani sui singoli servizi pubblici locali mettono in evidenza voti sostanzialmente sufficienti per la quasi totalità dei servizi osservati.
L’unico servizio giudicato non soddisfacente è l’igiene urbana, con un voto pari a 5,1 per la raccolta dei rifiuti e a 4,9 per la pulizia delle strade.

 

Le priorità di intervento

Fra le varie elaborazioni ottenute utilizzando i dati dell’indagine è interessante l’Indice di priorità di intervento, calcolato negli ultimi anni come media armonica di tre grandezze che rappresentano il tasso di utilizzo dei servizi, il tasso di insoddisfazione degli utenti abituali e la correlazione fra la serie storica della valutazione dei singoli servizi e quella della qualità della vita a  Roma; dal 2022 alle tre grandezze è stata aggiunta quella definita dalla percentuale di romani che ha attribuito alta rilevanza ai singoli servizi.
Il tasso di utilizzo naturalmente pone una particolare attenzione sui servizi universali, che – con l’eccezione dell’idrico – rientrano infatti fra le priorità. Non sorprende trovare fra le priorità assolute l’igiene urbana e il trasporto pubblico di superficie. Seguono, a un secondo livello di urgenza, la metropolitana e i cimiteri, la sosta a pagamento e l’illuminazione, mentre dal 2023 i parchi sono usciti dalla scala delle priorità urgenti.

 

Se volete, cliccando qui potete scaricare l’intera relazione.

 

 

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