L’indifferenza degli onesti

Secondo Paolo VI “la politica è la forma più alta della carità”: certo, lui magari pensava a persone come Lazzati o La Pira, ma quand’è che la politica è diventata qualcosa da cui stare alla larga, da evitare, considerata come una cosa che infetta e sporca tutto quello (e quelli) che tocca?!

Come sapete negli ultimi anni mi sono occupato attivamente di politica, ricoprendo anche una carica elettiva (e se stai leggendo queste righe probabilmente ci siamo conosciuti proprio in virtù di quell’esperienza); non provenendo da un ambiente “politico” ricordo ancora le facce di molti amici quando comunicai la decisione di candidarmi: quelle espressioni dicevano “che fai, ti sporchi anche tu?!”. Ma il problema è: se gli onesti si disinteressano della politica, chi rimarrà a occuparsene? Chi si interessa di politica solo per i propri interessi, soltanto per trarne vantaggi e guadagni personali, continuerà a farlo e, anzi, avrà sempre più spazio!

Purtroppo negli ultimi decenni i partiti e molti politici hanno dato mostra del peggio di sé, causando in tanti una disaffezione e una sfiducia nei confronti di chi ci governa o amministra; eppure la politica può essere una cosa straordinaria, che cambia la vita delle persone, che crea lavoro, che favorisce la cultura e la scienza, che fa progredire la società.

Non diamoci per vinti, non convinciamoci che interessarsi di politica sia inutile e superfluo perché “tanto sono tutti uguali” o “tanto rubano tutti”: questo ragionamento va solo a vantaggio dei disonesti, annullando gli sforzi e il lavoro dei tanti che fanno politica con passione, onestà e competenza! Ricerchiamoli, diamogli attenzione, stiamogli addosso perché diano sempre il meglio e rispondano del loro operato e dei loro impegni.

Certo a volte disinteressarsi è anche un atteggiamento di comodo, una scusa che ci permette di non seguire chi ci amministra, di non dedicare un po’ di tempo per approfondire, per cercare di capire, per chiedere di meglio: allora poi però non lamentiamoci se tutto va male, se la nostra città peggiora, se di politica si occupano solo i disonesti.

Domenica siamo chiamati al voto: comunque la pensiate trovate un po’ di tempo per confrontare programmi e candidati, per valutare il lavoro di chi ha già avuto degli incarichi, per cercare di conoscere le PERSONE e scegliere i migliori… dipende anche da noi, non molliamo!!!

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2 risposte

  1. Per restare al beato Paolo VI suggerisco la lettura della sua Lettera Apostolica “Octogesima Avenues” almeno dal numero. 46 alla fine. Cito un breve passo: “Pur riconoscendo l’autonomia della realtà politica, i cristiani sollecitati ad entrare in questo campo di azione, si sforzeranno di raggiungere una coerenza tra le loro opzioni e il vangelo e di dare, pur in mezzo ad un legittimo pluralismo, una testimonianza personale e collettiva della serietà della loro fede mediante un servizio efficiente e disinteressato agli uomini”.

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