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Sarò “poco giovane”, sarò reazionario, sarò uno poco aperto ma davvero non sono mai riuscito a capire il senso di uno scarabocchio su un muro o su un cartello, fatto da qualcuno che magari si vanta anche di essere uno street artist… quello che so è che questi gesti stupidi e ignoranti costano alla comunità molti soldi (perché, è ovvio, qualcuno dopo dovrà ripulire), contribuiscono a formare una pessima immagine della nostra città e rendono illeggibili pannelli informativi e turistici.

Qualcuno mi dice che questi sono temi poco importanti e che a Roma le priorità sono altre: non sono d’accordo, perché l’invasione di questa piaga ha un terribile effetto diseducativo, soprattutto sui più piccoli, che crescono nella convinzione che sia normale non rispettare l’arredo urbano e i beni pubblici, vivendo nel brutto e nello sporco. Forse anche noi ci siamo abituati a tutto questo ma io non voglio rassegnarmi, perché NO, non è affatto normale…

2 risposte

  1. basterebbe far pagare sul serio le spese a chi imbratta.se non puo’ pagare gli si da’la possibilita’di ripulire con scopa e pala le strade del comune.

  2. Qualche anno fa, Loris organizzò un corso “art graffiti” per gli adolescenti. In una delle tante trasmissioni televisive, ho sentito che alcuni artisti vanno nelle scuole ad insegnare la differenza tra arte e vandalismo. Perchè non riproporre queste iniziative? A volte sono anche a costo zero, alcuni ” artisti passionali” divulgano gratuitamente le proprie conoscenze. Bisognerebbe agire sui giovani in età scolare perchè sono più sensibili all’ ambiente che li circonda e capaci di capire la differenza tra arte e imbrattatura

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