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Campidoglio contro Regione: la verità sulla situazione rifiuti a Roma

Campidoglio contro Regione: la verità sulla situazione rifiuti a Roma

Nelle ultime settimane a Roma la situazione rifiuti è andata fuori controllo, con strade ricolme di spazzatura e cittadini imbestialiti; nel frattempo la sindaca tentava di addossarne le responsabilità principali alla Regione Lazio, che con un’ordinanza del 5 luglio è intervenuta a supporto visto il conclamato stato di emergenza e il rischio sanitario che si andava configurando; ma perché Roma versa in queste condizioni? e, soprattutto, a chi vanno imputate le responsabilità amministrative e politiche?

Raccogliendo un po’ di documentazione e cercando di tirare le fila della questione provo a fornirvi un quadro riassuntivo, che spero possa esservi utile per poter rispondere a queste domande e permettervi di giudicare quello che sta accadendo; prima, però, 2 premesse necessarie:

  • non sono un esperto della materia, quindi la maggior parte di quello che leggerete è frutto di una ricerca che ha riguardato media locali e nazionali e le dichiarazioni pubbliche dell’assessore regionale Massimiliano Valeriani e dell’ex-assessora capitolina Estella Marino, che considero tra le persone più preparate e competenti e che hanno diretta esperienza della situazione;
  • sapete tutti da che parte sto e quanto io disistimi la sindaca di Roma Virginia Raggi; tuttavia cercherò di fornirvi un racconto il più oggettivo possibile: la drammatica situazione dell’immondizia a Roma parte con la Raggi? No di certo. Le responsabilità in merito sono tutte ed esclusivamente sue? Certo che no… tuttavia, se in 3 anni cambi i vertici AMA per ben 6 (sei!) volte, l’assessore competente 3 volte, se non hai un minimo di progettualità e affronti la situazione in maniera demagogica e ideologica (secondo l’opinione non mia, ma della sua stessa ex-assessora Paola Muraro), qualche responsabilità devi pur prendertela! Ma andiamo con ordine…

GLI IMPIANTI
Il ciclo dei rifiuti si compone di 3 fasi principali: la raccolta, il trattamento e lo smaltimento; in queste settimane a Roma la parte che è andata in grossa sofferenza è stata quella del trattamento, a causa soprattutto dello stato di manutenzione dei due impianti denominati “Malagrotta 1” e “Malagrotta 2” (da non confondersi con l’omonima discarica di cui parleremo più avanti), che si è aggiunto alla problematica dell’inutilizzo del TMB (impianto di Trattamento Meccanico Biologico) di via Salaria in seguito all’incendio di dicembre.

Roma dunque sconta una carenza di impianti, che già in condizioni normali non riescono a soddisfare il fabbisogno della città: ma chi dovrebbe progettare e realizzare tali impianti? In molti in questo periodo hanno addossato queste responsabilità alla Regione e alla mancata approvazione del Piano Rifiuti; premesso che il Piano sarà approvato a breve e che comunque nel frattempo è vigente quello precedente, va ribadito che il piano NON toglie i rifiuti dalle strade né decreta la realizzazione di nuovi impianti, ma definisce le politiche generali di gestione dei rifiuti e il fabbisogno delle varie aree, determinando di conseguenza i parametri per gli impianti di trattamento e smaltimento.

Spetta poi alla Città Metropolitana (leggi Virginia Raggi) individuare le cosiddette “aree bianche”, in cui aziende pubbliche, come l’AMA, o private possono proporre la realizzazione di impianti che devono poi essere AUTORIZZATI dalla Regione; sapete quanti impianti sono stati proposti e progettati dall’amministrazione Raggi in 3 anni? Indovinato: zero! Primo problema e prima responsabilità.

In merito agli impianti, bisogna ricordare che i TMB, le discariche e gli inceneritori servono per trattare e smaltire i rifiuti indifferenziati, che Roma produce in quantità smisurata (parliamo di 3.000 tonnellate al giorno!) e che durante l’amministrazione Marino si tentò di ridurre drasticamente soprattutto spingendo sulla differenziata, che passò in 2 anni dal 30,5% al 41,5, con un aumento dell’11% (tanto per capirci: nei 2 anni di amministrazione Raggi l’aumento è stato del 3,1 appena: secondo problema e seconda responsabilità! – i dati sono stati verificati e commentati dall’Agenzia AGI, come potete leggere qui). Questi risultati si ottennero anche con l’estensione del “porta a porta” a circa un milione di cittadini e con il passaggio dalla differenziata a tre frazioni a quella a cinque, aggiungendo cioè la raccolta specifica di vetro e umido: un processo che molti criticarono come un’inutile complicazione ma che invece come detto ha portato importanti risultati.

LE PRECEDENTI AMMINISTRAZIONI
A proposito di discariche: buona parte della responsabilità dell’attuale situazione viene addossata alla chiusura della discarica di Malagrotta nel settembre del 2013, che sarebbe avvenuta in maniera avventata e senza preparare una vera alternativa. A questo proposito andrebbe ricordato che per quella discarica avevamo una procedura di infrazione da parte dell’Europa che da anni ne imponeva la chiusura e a causa della quale il Comune di Roma NON poteva partecipare a bandi europei, con conseguente notevole danno economico.

In quanto all’alternativa, è chiaro che impianti di questo tipo non si realizzano in pochi mesi, ma “nel 2015 Ama aveva un piano industriale serio con dentro, lungo i 15 anni di affidamento del contratto di servizio, gli investimenti per realizzare gli impianti. C’era la progettazione di alcuni impianti già avviata, e addirittura per un primo impianto di compostaggio era già stato avviato l’iter autorizzativo. Nel mentre erano state fatte tutte le gare (gare pubbliche) per gestire il periodo di transizione, conferendo ad altri impianti, anche all’estero.
Contro tutto questo i grillini si sono prima scagliati dall’opposizione cavalcando qualunque protesta, poi una volta al governo della città hanno bloccato tutti i procedimenti in corso e poi smontato tutto: Ama, il piano industriale, i progetti in corso, e non sono nemmeno riusciti a rifare le gare per gestire la perdurante fase di transizione. (…)
Un applauso al loro furore ideologico a fini esclusivamente propagandistici che li ha portati a scoprire oggi che bisogna fare esattamente quello che si erano ritrovati tra le mani già avviato, ed hanno distrutto” (da un post su FB di Estella Marino del 9 luglio).
Terzo problema e terza responsabilità!

Anche l’ex-sindaco Marino, rispondendo ad un fazioso e impreciso articolo di Travaglio, si è espresso recentemente in merito a questi impianti, già progettati ma poi annullati da Virginia Raggi e i suoi: “Ad esempio, acquistai un nuovo tritovagliatore. Venne definito dai media “il giocattolo di Marino” e l’opposizione del M5S affermò che non lo avrebbe utilizzato. Oggi è a Ostia ed è utilizzato al massimo regime per la crisi in atto (senza di esso ci sarebbero ogni giorno altre 300 tonnellate abbandonate sul suolo di Roma). Ma soprattutto feci approvare la realizzazione di nuovi Ecodistretti iniziando con un biodigestore per la produzione di gas dai rifiuti umidi (come i rifiuti alimentari) che a Roma ammontano a quasi 500.000 tonnellate/anno. Con essi si sarebbe trasformato un problema in ricchezza”; qualche giorno prima aveva già accennato alla “frustrazione di vedere cancellato il piano e gli investimenti per una serie di impianti che stabilimmo nel 2014-2015 e che, se non fossero stati cancellati oggi utilizzerebbero una parte significativa delle 500.000 tonnellate/anno di rifiuti umidi per produrre gas. Quegli impianti, chiamati biodigestori, avrebbero trasformato i rifiuti in ricchezza. Tra l’altro non si tratta di un’idea originale ma di una tecnologia utilizzata in circa 80 paesi del mondo, dall’Asia, all’Europa, agli Stati Uniti. Ad esempio solo la California ha 30 impianti di questo tipo, lo Stato di New York 13, e gli Stati Uniti nel loro insieme trasformano in biogas oltre 10.000 tonnellate/anno di rifiuti umidi.”

GLI IMPIANTI DI STOCCAGGIO PROVVISORIO
C’è un’altra questione di un qualche interesse, sollevata dal giornalista Antonio Maria Mira sull’Avvenire il 5 luglio: “Roma non solo non ha impianti per la gestione ordinaria dei rifiuti, ma neanche per affrontare le emergenze, come quella attuale. Sono i siti di stoccaggio provvisorio, impianti banali, vasche di cemento o capannoni col fondo impermeabilizzato. Ogni città italiana ne ha almeno uno da utilizzare quando c’è un guasto a un impianto o quando si ferma per manutenzione. Proprio come sta accadendo a Roma, col TMB di Malagrotta che lavora 500 tonnellate in meno. In questi siti temporanei vengono portati i rifiuti raccolti dalle strade, e devono operare finché l’impianto non viene riparato e si torna alla normalità. Ma a Roma non ce n’è neanche uno. E sarebbero preziosissimi. (…)

Ancora una volta Roma sconta i ritardi ed è in mano alle decisioni degli altri. E a lungo, visto che non ha impianti, che vanno progettati e costruiti. Per un termovalorizzatore ci vogliono 7 anni, per un impianto di compostaggio 3 anni, per una discarica 6 mesi. Troppo per l’emergenza in atto. Ma in pochi giorni si potrebbero almeno realizzare i siti di stoccaggio temporaneo. E togliere così i rifiuti dalle strade, scongiurare rischi sanitari, e affrontare con tranquillità lo stop di Colleferro. Ma nessuno ne parla.”
Quarto problema e quarta responsabilità della sindaca Raggi!

L’ORDINANZA DELLA REGIONE
Pochi giorni fa, dunque, la Regione Lazio ha emanato un’ordinanza urgente, valida fino al 30 settembre, che interviene nei confronti degli impianti di trattamento e smaltimento di tutto il Lazio (massimizzando la ricezione dei rifiuti della capitale) ma soprattutto di AMA, affinché attraverso delle operazioni straordinarie rigidamente calendarizzate affronti e risolva lo stato emergenziale: entro 48 ore pulizia delle aree in prossimità di siti sensibili, entro 7 giorni raccolta dei rifiuti in strada e collocamento di 300 nuovi cassonetti, garantire la raccolta anche nei giorni festivi, ecc. (se volete potete leggere il testo integrale dell’Ordinanza qui).

L’osservazione che in molti hanno fatto, spesso in modo strumentale, è stata: perché la Regione, se poteva, non è intervenuta prima? Bisogna tener presente che il D. Lgs. 152/2006 prescrive che le Regioni possano intervenire in materia del ciclo di rifiuti nelle competenze che sarebbero dei comuni solo a fronte di situazioni eccezionali e di emergenza, ma ancora a metà giugno l’amministrazione Raggi dichiarava che a Roma non esisteva un’emergenza rifiuti! solo il 28 giugno l’AMA ha comunicato alla Regione Lazio con una nota ufficiale che alcuni fattori critici (di cui abbiamo parlato precedentemente) necessitavano di provvedimenti urgenti, mentre il 1° luglio una nota dell’Ordine dei medici di Roma segnalava il serio rischio per la salute derivante dalla stato dei rifiuti non raccolti in città. Dunque la Regione è potuta intervenire solo successivamente, e lo ha fatto con rapidità e risolutezza. Vedremo quali effetti avrà l’ordinanza, che comunque ha già portato ad un miglioramento della situazione per le strade di Roma.

L’AMA
Un’ultima questione: l’ordinanza della Regione impone anche che AMA approvi a breve i bilanci 2018 e 2017 (sì, avete letto bene: si deve ancora approvare il bilancio di DUE ANNI FA!), sui quali è in corso una partita che sta lacerando l’amministrazione capitolina e che ha già portato tra l’altro alle dimissioni a febbraio dell’ex-assessora Montanari e, recentemente, del generale Silvio Monti, che solo un mese fa la sindaca aveva messo a dirigere il Dipartimento Tutela ambiente del Campidoglio.
L’AMA è una società allo sbando: basti pensare, sono dati ufficiali, che solo il 58% dei mezzi è operativo, mentre la qualità del servizio offerto, a fronte di una tariffa tra le più alte d’Italia, è assolutamente inadeguato e sotto gli occhi di tutti.

Tutto questo nasce con l’amministrazione Raggi? Lo ripeto: no. Ma la sindaca amministra Roma da 3 anni, durante i quali è di tutta evidenza che non c’è stata alcuna capacità non solo di programmare ma nemmeno di gestire la municipalizzata e più in generale la situazione rifiuti. Roma è senza assessore ai rifiuti da ormai 6 mesi, la sindaca ha cambiato i vertici AMA non si sa più quante volte e, come visto, si deve ancora approvare il bilancio di 2 anni fa.

Insomma, possiamo concludere con le parole dell’assessore Valeriani: “In 3 anni Roma non ha né progettato né realizzato un solo impianto, l’Ama è allo sbando, non c’è un Assessore ai rifiuti, non c’è una strategia per uscire dall’emergenza. (…) L’unica ricetta sperimentata è portare in giro per l’Italia e l’Europa i rifiuti con dei costi pazzeschi che pagano i romani in tariffa. Noi siamo pazienti, destiniamo risorse finanziarie e strumenti di Legge alla gestione dei comuni. C’è chi ne fa buon uso e chi no, prigioniero delle proprie paure, delle proprie incapacità e della propria arroganza. Per governare bene ci vuole coraggio, amore, competenza e pure tanta umiltà.

Foto da Il Post

Una festa sull’Appia, una festa per l’Appia

Una festa sull’Appia, una festa per l’Appia

Domenica prossima, 12 maggio, si terrà la quarta edizione dell’Appia Day, una giornata di festa lungo e per l’Appia Antica, nata per risollevare l’attenzione su questo immenso patrimonio culturale e paesaggistico, “che può diventare la via privilegiata per un’azione di trasformazione della città, per l’affermazione di una nuova idea di uso del territorio e dei beni comuni“, e per chiederne la pedonalizzazione almeno del tratto più prossimo alla città di Roma, sulla scia dell’idea di un vero parco a misura d’uomo nata con Antonio Cederna decenni fa.

Decine le associazioni coinvolte, circa 150 (!) le iniziative di tutti i tipi (visite guidate, trekking,  camminate,  ciclotour, degustazioni di prodotti  tipici, walkabout, transumanze, musica, mostre, spettacoli, rievocazioni storiche, attività per bambini, laboratori didattici, incontri itineranti), per “immaginare di poter considerare la Regina Viarum la porta d’accesso a una nuova idea di città che investe sul suo territorio, sulla sua cultura, sul suo paesaggio e si mostra più attenta ai cittadini, più moderna, più verde, più vivibile, più sana“; impossibile fornirvi qui tutti i dettagli, il solo consiglio che posso darvi è consultare il ricchissimo programma sul sito dedicato (clicca qui), dove potrete anche scoprire come guadagnare le eclusive t-shirt e borraccia con il logo AppiaDay o prenotare il cestino per il vostro pic-nic biologico e gustoso.

Quest’anno, il primo in cui come Archeomitato abbiamo collaborato (in minima parte) alla sua organizzazione, supportando Legambiente, Touring Club Italiano, Comitato Mura Latine e APS Moto Perpetuo, è stata per me l’occasione di riprendere fiducia nel futuro della nostra città, grazie a 4 straordinarie donne: Anna (Di Paolo), Irene (Ianiro), Annabella (D’Elia) e Maria Grazia (Umbro), che tra mille difficoltà e imprevisti lavorano da settimane instancabilmente e gratuitamente solo per offrire una incredibile giornata di cultura e intrattenimento, ribadendo che se la tutela e la valorizzazione sono compiti specifici degli enti competenti (in questo caso i Parchi archeologico e regionale e la Sovrintendenza Comunale), ben poco si potrebbe fare senza il supporto di associazioni, comitati, cittadini comuni che amano Roma e vogliono farne una città migliore, puntando sul suo patrimonio e sulla sua incredibile unicità.

Gli anni passati hanno visto la partecipazione di circa 150.000 persone: che volete fare, perdervela proprio voi?!

P.S.
Se volete, potete approfittare delle iniziative che abbiamo organizzato come Archeomitato: dalle 10 alle 13 saremo al Parco degli Acquedotti (zona Laghetto), dove grazie agli amici delle associazioni Epica-Legio VII Gemina, Ninuphar Eventi e Cultus Deorum saranno presenti postazioni didattiche di rievocazione storica per tutte le età, ma consigliate soprattutto per bambini e ragazzi; alle 11, in particolare, ci sarà uno spettacolo in costume di danze e balli in costume di epoca romana. Alle 15 saremo invece al Parco delle Tombe Latine, dove offriremo una visita guidata ai tesori del parco, con ingresso ai due stupendi mausolei dei Valeri e dei Pancrazi (ovviamente, come sempre, tutto gratuito!).

Iscrizione Nidi di Roma Capitale… se non avete un’identità SPID può essere un problema

Iscrizione Nidi di Roma Capitale… se non avete un’identità SPID può essere un problema

Si apriranno domani, e saranno attive fino al 18 marzo 2019, le iscrizioni ai Nidi di Roma Capitale per l’anno 2019-2020; la domanda potrà essere presentata esclusivamente on-line sul sito di Roma Capitale, così come avviene ormai da qualche anno.

Nessuna novità, quindi? In realtà da quest’anno c’è una grossa novità, che secondo me in pochi conoscono e che potrebbe risultare un problema di non poco conto per coloro che non si dovessero muovere con un buon anticipo sulla scadenza: con delibera del 22/5/2018, infatti, è stato disposto che l’UNICO sistema di autenticazione per l’accesso ai servizi online del portale di Roma Capitale sarà il Sistema Pubblico di Identità Digitale, meglio noto come SPID.

Chi già possiede delle credenziali per accedere al portale di Roma Comunale potrà continuare a farlo per un altro annetto, ma dal 1 gennaio di quest’anno non è più possibile accreditarsi come nuovi utenti, se non, appunto, attraverso SPID.

Se non sapete cosa sia e come funzioni SPID vi consiglio di approfondire cliccando qui; quello che è importante sapere è che per ottenere i propri codici user e password (che permettono poi di accede a tutti i siti della pubblica amministrazione, e non solo) possono volerci alcuni giorni, quindi sarà meglio muoversi per tempo!

Uno stadio (che avrebbe potuto essere) fatto bene

Uno stadio (che avrebbe potuto essere) fatto bene

Qualche giorno fa c’è stata l’ennesima conferenza stampa della sindaca sul tema del nuovo stadio della Roma, occasione nella quale la Raggi ha dimostrato una volta di più tutta la sua inadeguatezza, unita ad una capacita di stravolgere la realtà dei fatti mentendo spudoratamente.

Negli ultimi anni sullo stadio si è detto di tutto e di più (se volete leggere una documentata cronaca vi consiglio di cliccare qui), ma questa volta l’occasione era la presentazione della relazione del Politecnico di Torino, che ha messo in luce tutte le criticità del progetto, soprattutto in materia di viabilità e connessione con i mezzi pubblici; la Raggi invece, di fronte a una platea di giornalisti increduli, l’ha presentata in maniera trionfale… viene il dubbio che la relazione gliel’abbia illustrata il ministro Toninelli!

Quella dello stadio della Roma (in merito al quale ci sono ancora pesanti provvedimenti giudiziari in corso, che coinvolgono anche membri dell’attuale maggioranza capitolina) è secondo me la vicenda nella quale meglio si legge il modus operandi della giunta grillina, che ha smontato per motivi meramente ideologici e demagogici un progetto fondamentale di livello internazionale, trasformandolo in una speculazione in cui, come sempre in Italia, le opere di pubblica utilità le pagheremo tutti e i benefici li intascheranno i soliti noti.

A questo proposito mi sono sembrate illuminanti le parole di Giovanni Caudo, attuale presidente del III Municipio e Assessore all’Urbanistica nella Giunta Marino: “Oggi l’interesse pubblico della delibera non c’è più e le opere necessarie, anche secondo il parere del Politecnico, per il trasporto pubblico e per l’accessibilità carrabile e già previste nel progetto precedente dovranno essere fatte, prima o poi, e verranno pagate in gran parte con risorse pubbliche, configurando così un vantaggio per il proponente privato calcolabile oggi in decine di milioni di euro. Un privato titolare di azioni di una società sportiva che domani potrebbe legittimamente venderla incassando lui e lui solo il plusvalore determinato in misura consistente dal contributo pubblico. Ecco lo Stadio fatto bene, e per chi soprattutto. Si sono persi tre anni per smontare un progetto in virtù di un mero pregiudizio ideologico, si è dato spazio a negoziazioni condotte da non si sa bene chi e con quale ruolo che hanno stravolto un progetto votato in Aula Giulio Cesare ” .

Alla fine lo stadio si farà, perché è nell’interesse di tanti e tutti lo vogliono. Poteva essere un progetto di grande rilancio, soprattutto di immagine, per Roma; sarà, se si andrà avanti in questa direzione, l’ennesima occasione sprecata e fonte di enormi problemi economici e di mobilità… grazie mille, ancora una volta, sindaca Raggi!

Il 21 dicembre ero felicissimo

Il 21 dicembre ero felicissimo

Il 21 dicembre 2017 la sindaca Virginia Raggi e il vicesindaco (nonché assessore alla cultura) Luca Bergamo annunciavano in pompa magna una bellissima proposta: la MIC, una card annuale che avrebbe permesso ai romani di accedere liberamente ai musei civici al costo irrisorio di 5€ l’anno…

Nonostante la mia nota disistima per la sindaca dovetti ammettere che era una proposta eccellente: come annunciato nella conferenza stampa dalla primavera 2018 i romani avrebbero potuto riappropriarsi dei loro musei, tra i quali i Capitolini, l’Ara Pacis, i Mercati di Traiano e la Centrale Montemartini, godendo anche delle molte mostre che vengono allestite al loro interno.

Un provvedimento culturale di grande valore, che andava nella direzione di riscoprire i musei NON come posti da visitare una volta nella vita, ma come luoghi familiari da frequentare, vivere, scoprire un poco alla volta; oltretutto l’idea mi piacque molto perché finalmente si pensava a qualcosa in ambito culturale rivolto esclusivamente a noi romani.

Ebbene, la primavera è passata, è iniziata l’estate ma della MIC non si ha ancora alcuna notizia! non solo non è stata attivata, ma alla biglietteria dei Musei Capitolini (che ho interpellato più volte, l’ultima delle quali qualche settimana fa) dicono che non hanno ancora ricevuto alcuna disposizione in merito e che probabilmente ci vorrà ancora qualche mese.

Ma si può annunciare un provvedimento che richiede soltanto operazioni minime e semplici, sbandierarlo ai quattro venti, prendersi tutti i complimenti e dopo SEI MESI non si vede ancora nulla?!

Io mi sento molto preso in giro, e voi?!

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Roma è sempre più Retake!

Roma è sempre più Retake!

Cari amici, voglio iniziare l’anno nuovo con una nota positiva, portandovi a conoscenza di una nuova bellissima iniziativa targata RetakeRoma, il movimento che sta compiendo una rivoluzione culturale a Roma e di cui vi ho già parlato in passato (se ancora non li conoscete qui trovate il sito ufficiale).

La cosa che mi è sempre piaciuta di più dell’azione di Retake, al di là delle quotidiane operazioni di ripristino del decoro, è la costante attività di (ri)educazione e sensibilizzazione nei confronti di tutti i cittadini, a partire dai più piccoli nelle scuole: Retake punta a far comprendere a ogni cittadino che una città migliore, più pulita, bella e vivibile, NON dipende solo dall’amministrazione ma anche e soprattutto dai nostri comportamenti quotidiani.

Insomma, OGNI romano è responsabile del decoro e della bellezza di Roma, a cominciare dai commercianti, che sono continuamente sensibilizzati per porre in essere pratiche virtuose e occuparsi di un piccolo spicchio di territorio, il “proprio”, e anche consigliati e aiutati dai volontari nel corso delle migliaia di eventi messi in campo.

Proprio ai commercianti si rivolge un’iniziativa partita da pochi giorni e denominata “inRetake”: i negozianti che decideranno di aderire e si impegneranno a curare e manutenere le proprie pertinenze su strada e i propri prospetti, mantenendoli liberi da scritte vandaliche e affissioni abusive, e ovviamente a non utilizzare volantinaggio illegale o pubblicità abusive, riceverà una vetrofania distintiva da apporre in vetrina, entrando nel circuito di promozione offerto gratuitamente da Retake e godendo di un marchio virtuoso facilmente riconoscibile. I commercianti ovviamente riceveranno anche l’opportuna assistenza per una facile e poco impegnativa manutenzione della propria area! (clicca qui per ulteriori dettagli)

A me sembra una bellissima idea (non è un caso se proprio con il gruppo Retake Appio Latino-Tuscolano quando ero consigliere stavamo progettando un’iniziativa simile per i commercianti del VII Municipio, ma purtroppo la prematura fine della consigliatura bloccò tutto), che potrebbe sensibilizzare molte persone e rendere Roma più bella e più vivibile… voi che ne dite, mi aiutate a diffonderla?!

InRetake

Archeomitato si fa in 7

Archeomitato si fa in 7

Poche volte sono stato così felice e orgoglioso di scrivere un post su questo blog, perché posso informarvi di un’iniziativa che abbiamo organizzato come Archeomitato e alla quale abbiamo lavorato per mesi, nella speranza di continuare a offrirvi occasioni culturali gratuite che vi permettano di conoscere meglio il nostro territorio, la sua storia e le sue bellezze.

Questa volta lo faremo in una modalità per noi nuova: inizia questa domenica, 12 novembre, il ciclo di lezioni-conferenze denominato “La domenica dell’Archeomitato”, una serie di incontri con docenti universitari e funzionari delle soprintendenze e dei parchi archeologici di Roma dedicati alla conoscenza del ricco patrimonio storico-artistico, archeologico e monumentale del VII Municipio di Roma, con il patrocinio della Regione Lazio e del Municipio Roma VII.

Ogni mese, sempre di domenica mattina alle ore 10,30, un relatore diverso per approfondire la storia del suburbio sud-orientale di Roma, per scoprire i ritrovamenti archeologici di alcuni scavi degli ultimi anni (tra i quali quelli della Metro C) e siti poco noti o solitamente non accessibili al pubblico, come le meravigliose Catacombe della Via Latina.

Come tutti gli appuntamenti dell’Archeomitato gli incontri saranno completamente gratuiti e aperti a tutti: anche per questo spero che non solo vorrete partecipare ma ci aiuterete a raggiungere quante più persone possibili condividendo questo invito con tutti i vostri contatti, dimostrando così che anche in periferia possiamo permetterci momenti di approfondimento culturale di alto livello (per scaricare e condividere la locandina clicca qui.

Domenica iniziamo alla grande, con Lucrezia Spera, docente di Archeologia Tardo-Antica presso l’Università di Roma “Tor Vergata” e il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, che ci offrirà una nuova lettura del nostro territorio nel IV secolo e dei suoi importantissimi insediamenti imperiali, da San Giovanni alle ville imperiali di Centocelle.

Tutti e 7 gli incontri, il cui calendario trovate nella locandina in basso, si svolgeranno presso i locali del BQuadro Pub, in via Cornelio Gallo 10 (Metro A Porta Furba); per chi vorrà, a seguire, il momento culturale proseguirà in un momento conviviale, potendo pranzare insieme con i vantaggiosi e gustosi menu che lo staff del BQuadro ha pensato per noi (solo per il pranzo prenotazione obbligatoria allo 06 76 90 61 58).

Se ami Roma e le sue bellezze non puoi mancare…

P.S.
Se per caso vi siete persi cos’è l’Archeomitato, cliccate qui!

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Buone notizie in VII Municipio

Buone notizie in VII Municipio

Bentrovati cari amici! se in estate Roma ha fatto parlare di sé (quasi) esclusivamente per fatti negativi, come siccità, incendi, ATAC, raccolta rifiuti, proviamo a iniziare il nuovo anno con una bella notizia, di quelle che a volte passano sotto silenzio e che invece possono essere un segnale importante di rivincita e inversione di tendenza.

Mentre vi scrivo il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, si trova alla Romanina e sta consegnando all’Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici le chiavi della nuova sede, alla presenza, tra gli altri, del Presidente di Libera, don Luigi Ciotti.

Già questa da sola sarebbe una bella notizia, ma diventa splendida se si considera che la nuova sede è in realtà una villa di 600 mq. che negli anni scorsi è stata confiscata al clan Casamonica e che la Regione in pochi mesi (la confisca era avvenuta a febbraio) ha voluto riassegnare con un bando pubblico che prevede il comodato d’uso gratuito per 9 anni.

Nella nuova sede, che si trova in via Roccabernarda 14, prenderà vita il primo Centro polifunzionale per l’autismo, «che svolgerà tra le tante attività corsi di Parent Training per i genitori di soggetti autistici, Gruppi di Aiuto-Mutuo Aiuto per le famiglie, laboratori e attività di socializzazione e inclusione sociale per i ragazzi con autismo, sportello autismo, attività per adulti con accompagnamento ai bisogni di semi-autonomia e autonomia».

Insomma, a Roma si dice “mai ‘na gioia”, ma stavolta mi sembra che ci sia davvero di che gioire!

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(foto da www.ilmessaggero.it)

Dentro la radio… Fuori dai Fori!

Dentro la radio… Fuori dai Fori!

Mi perdonerete questo post un po’ autoreferenziale, ma se seguite questo blog e più in generale la mia attività in linea di massima dovreste essere interessati alla cultura in tutte le sue declinazioni e quindi magari vi farà piacere quanto sto per raccontarvi…

Da venerdì 21 aprile, ogni venerdì alle 16, condurrò con l’amica Laura Greco un nuovo programma radiofonico sulla web-radio “Radio Roma Futura”, che si occuperà di informare ed aiutare ad orientarsi su quello che avviene a Roma in ambito culturale: musei, mostre, laboratori per bambini, aperture straordinarie di siti archeologici ed eventi particolari selezionati per voi e raccontati dalla voce di curatori ed organizzatori.

Il nome del programma?! “Fuori dai Fori”, perché Roma non è solo il suo centro storico e perché ci piacerebbe in particolare dare voce alle tante associazioni e realtà che cercano di animare le nostre periferie e di valorizzare l’enorme patrimonio storico ed archeologico disseminato in tutti i quartieri, senza dimenticare le molte possibilità per bambini e famiglie.

Il programma si potrà seguire in diretta sul sito della radio o tramite l‘app Spreaker, e poi in podcast scaricabile dagli stessi canali: abbiamo creato una pagina Facebook dedicata, mettete “mi piace” per conoscere in anteprima gli argomenti che tratteremo e trovare tutti i riferimenti delle iniziative segnalate…

Spero che in tanti vorrete seguirci, per aiutarci a crescere e per ricevere spunti utili ad organizzare al meglio i vostri week-end alla scoperta delle meraviglie delle nostra splendida città: noi scommettiamo sulla cultura, voi scommettete su di noi!

P.S.
Un grazie speciale alla nostra “redazione”: Arianna Cacciotti, Barbara Polci, Federica Verzini, Luca Porcelli, Maura Pellegrini Rhao, Silvia Pellegrini Rhao, Valeria Ducatelli.

LOGOFUORI

Travolti dalla sciatteria

Travolti dalla sciatteria

Oggi parliamo ancora di decoro (lo sapete che è una mia fissazione), ma in una misura tale che credo trascenda ogni limite di pubblica decenza e davvero non sia più tollerabile…

In questi giorni hanno provveduto a riasfaltare viale San Giovanni Bosco, in seguito ai lavori Italgas che hanno interessato ampie zone del quartiere (quindi la strada l’ha rifatta, come dovuto, Italgas… non vorrei che la sindaca si intestasse anche questo successo!): i lavori sono stati preannunciati da apposita segnaletica provvisoria, compresi gli opportuni divieti di sosta.

Alla fine ovviamente si è proceduto anche al rifacimento della segnaletica a terra, e qui ho assistito a delle scene che purtroppo a Roma sono ormai diventate ordinaria sciatteria e malcostume, alle quali forse siamo ormai talmente assuefatti da considerare normali.

1. Ieri mattina si passa a segnalare la fermata dell’autobus, ma un’auto è parcheggiata dove non dovrebbe e non si trova di meglio da fare che operare in questa condizione:

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Ovviamente il risultato non poteva che essere questo!ma mi chiedo: è tollerabile che un lavoro appena rifatto con soldi pubblici sia ultimato in questo modo?! Chi dovrebbe controllare che i lavori siano fatti a regola d’arte e imporre il rifacimento in caso contrario ?! (domanda retorica, risposta semplice: chi ci amministra)

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Ma non è finita qui: al momento di rifare le strisce pedonali si trovano altre auto parcheggiate male… sorvoliamo sul senso civico dei proprietari delle macchine, la ciliegina è costituita dal cartello con cui si segnalava che sarebbero state ultimate il giorno successivo e si chiedeva con grande garbo di evitare di parcheggiare lì: a occhio a croce non mi sembra rispettare la normativa vigente, voi che ne dite?!

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Ora chiudete gli occhi per un attimo: riuscite ad immaginarvi un cartello così a Parigi o a Londra?!

Io sono davvero stanco di vedere che ogni cosa a Roma viene gestita in questo modo! non ditemi che abbiamo problemi più gravi e che le priorità sono altre, perché qui abbiamo la sintesi di tutti i nostri problemi: la mancanza di senso civico di chi parcheggia dove non dovrebbe, lavori svolti senza criterio, spreco di denaro pubblico, il non rispetto di leggi e normativa… e sopra tutto un’incombente sensazione di anarchia totale, di assenza di controlli e regia.

Ognuno faccia la sua parte, per quello che può e (soprattutto) per quello che deve: non rassegnamoci a vivere in questo stato di fatto.