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Stare in casa ai tempi del Coronavirus: qualche info utile… al riparo dalle bufale!

Stare in casa ai tempi del Coronavirus: qualche info utile… al riparo dalle bufale!

Penso che ognuno di voi, come il sottoscritto, in questi giorni sia inondato di messaggi di ogni tipo, con infografiche, notizie, aggiornamenti, di tutto e di più per sapere come regolarsi in questi giorni così eccezionali, cosa è permesso fare, cosa è vietato, a cosa dobbiamo stare attenti; ma mentre rincorriamo le notizie cercando di evitare le tante bufale che girano sui social e tramite whatsapp (poi magari un giorno qualcuno studierà quale patologia della psiche porta ad inventare e diffondere notizie e informazioni false anche in momenti come questo!), diventa molto difficile reperire informazioni che siano utili e ATTENDIBILI, per aiutare noi stessi e ancor di più le categorie più a rischio e più deboli, come gli anziani e i malati.

Eccovi dunque alcune indicazioni utili e soprattutto VERIFICATE, che potete utilizzare per voi e per i vostri cari e far girare in totale sicurezza…

La Croce Rossa Italiana ha intensificato gli sforzi, così che tutti i comitati territoriali “stanno attivando moltissimi servizi per le persone anziane o immunodepresse: spesa a domicilio, trasporto infermi e consegna farmaci e beni di prima necessità grazie all’attività senza sosta di centinaia di volontari CRI che in questo particolare momento non dimenticano chi è solo o in difficoltà”; per segnalare le proprie necessità o avere informazioni utili basta chiamare il numero verde della Sala Operativa della CRI: 800 06 55 10.

Molto utile anche il servizio organizzato da Federfarma, che prevede la consegna gratuita dei farmaci a domicilio, per tutte la persone che non possono uscire di casa: anche in questo caso, la richiesta può essere fatta tramite un numero verde, l’800 189 521, che provvederà a mettervi in contatto con la farmacia più vicina al vostro domicilio.

La situazione è in continua evoluzione e probabilmente nei prossimi giorni (se non nelle prossime ore!) altri decreti modificheranno le disposizioni e le restrizioni attualmente in vigore; per evitare confusione e avere notizie certe e affidabili vi consiglio di fare riferimento a questa pagina del sito web del governo italiano, che viene costantemente aggiornata e chiarisce molti dubbi sui comportamenti da adottare (clicca qui).

Infine un’ultima cosa: per venire incontro alle esigenze e alle difficoltà che comportano il divieto di spostamenti non necessari e la permanenza forzata in casa, molte grandi aziende italiane e internazionali stanno mettendo in campo iniziative speciali e gratuite che alleggeriscano un po’ questi giorni pesanti; l’iniziativa, coordinata dal Ministero per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione, si chiama “Solidarietà Digitale” ed offre, tra le altre cose, abbonamenti digitali ai giornali, giga aggiuntivi per gli abbonamenti telefonici, piattaforme di smart working o condivisione on-line.

La situazione è grave, ognuno può e deve fare la sua parte con senso di responsabilità e di comunità; ma, ne sono certo, TUTTO ANDRA’ BENE!

A chi serve un teatro chiuso?

A chi serve un teatro chiuso?

Il 18 marzo del 2016, negli ultimi mesi della scorsa consigliatura, convocai una seduta della Commissione Cultura del VII Municipio all’interno del Teatro di Villa Lazzaroni, dove erano appena terminati lavori durati molti anni; come spiegammo a Roma Today (potete leggere l’articolo qui) in realtà il teatro non era ancora pronto ad essere utilizzato, ma il più era fatto e mancava davvero poco per poter aprire un luogo che, ci auguravamo, di lì a breve sarebbe diventato un importante polo di animazione culturale per il quartiere e per l’intero quadrante dell’Appio-Tuscolano.

Eppure sono passati già 4 anni, ma il teatro continua a rimanere chiuso; o, meglio, l’amministrazione municipale lo ha utilizzato occasionalmente come sede di eventi straordinari (mostre fotografiche, assemblee, ecc.), in particolare nel marzo del 2018, quando il teatro venne “inaugurato” per un giorno e poi subito richiuso; ancora nell’ottobre del 2018, come raccontato in quest’altro articolo di Fabio Grilli su Roma Today, la maggioranza municipale a 5 stelle esultava per “l’imminente bando”, che di lì a poco, si assicurava, avrebbe consentito al teatro di essere ultimato e utilizzato da tutta la cittadinanza.

Ma in un anno e mezzo nulla è cambiato: il teatro continua ad essere sprovvisto degli impianti audio e luci e delle poltroncine e non un solo euro è stato stanziato nei bilanci municipali per questo scopo, mentre somme considerevoli venivano destinate ad opere che non cessano di suscitare numerose polemiche e sulla cui effettiva utilità molto si dibatte.

E così, in una città che dal punto di vista culturale sembra appassire senza progettualità e senza speranza, con librerie, cinema e teatri che chiudono di giorno in giorno, ci si chiede come si possa tenere ancora ad ammuffire un luogo su cui sono stati spesi molti soldi pubblici e che con davvero poco potrebbe ridare vita ad un territorio in cui la mancanza di spazi destinati alla cultura e alla socialità continua ad essere una ferita avvertita da molti, ma evidentemente, viene lecito sospettare, non da chi la amministra.